la CROCE del Cerchio

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Contempliamo Cristo con umiltà e fede

La passione, morte e risurrezione di Cristo non è un evento che riguarda solo il nostro passato. Noi cristiani crediamo che questo evento è piantato nella storia di tutti i tempi e di fronte al quale ogni uomo è chiamato a confrontarsi e a prendere posizione. “Quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32). La morte e la risurrezione di Gesù incrocia la vita di ogni uomo, la vita nostra.

La Sua croce preziosa (metallo) abbraccia il mondo intero. È la più grande perché l’ha vissuta il Figlio di Dio, perché tutto accoglie e comprende, fino agli estremi confini. È dorata perché è segno di salvezza per tutti e offre dignità a ogni croce. Dio ha voluto “per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli” (Col 1,20). Gesù, che si è abbandonato nelle mani di tutti, perché nessuno si sentisse solo, sperimenta l’abbandono totale, anche del Padre. Ma questa solitudine è la sua forza: la solidarietà estrema con tutti. In questa croce noi riconosciamo che sono accolte tutte le croci, i dolori, le sofferenze, le ingiustizie, le povertà, gli obbrobri di questa nostra umanità (interno scuro in legno).

Nulla di ciò che è umano viene escluso da quest’amore espresso dalla croce di Gesù. È segno di Dio che ama tutti gli uomini e tutto l’uomo: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). La passione di Cristo continua e si perpetua nelle passioni degli uomini e delle donne di ogni tempo. Le due croci, una dentro l’altra, ci invitano a porci in ginocchio di fronte ad ogni dolore e nel silenzio, riconoscendo con dignità che ogni sofferenza è abbracciata dalla croce del Signore Gesù.

Tutti i dolori e le ingiustizie del tempo e della storia e di ogni luogo sono espressi dai quattro colori che richiamano i quattro elementi naturali:

bianco scuro: aria
celeste: acqua
verde: terra
rosso: fuoco
Ma la vita di Cristo non finisce con la croce e il sepolcro. Egli è il Risorto, il Signore, il Signore della vita e della gloria (IesuVKristoV: Gesù Cristo)..
La sua risurrezione è motivo di speranza per l’uomo di oggi. È il segno della vittoria della vita sulla morte, del bene sul male.
I 4 elementi naturali, presenti nella veglia pasquale (fuoco della veglia della luce, il soffio della Parola di Dio, l’acqua del battesimo, la terra che offre i suoi frutti per l’Eucaristia) annunciano la Risurrezione. La storia, l’umanità che accoglie i dolori e le croci, sarà anche luogo di risurrezione e vita. Gesù Cristo è l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine, che tutto accoglie. In questo tutto c’è la croce, ma questo tutto riceve anche il senso e la luce della Pasqua. Noi crediamo nella risurrezione, nella possibilità di risorgere che ha ogni uomo che incontra Cristo, al di là di ogni povertà e umiliazione data dagli uomini e dalla storia.

Questa croce parla di Gesù, del suo amore universale, per tutti gli uomini riconosciuti nella loro dignità di figli di Dio. È la condivisione del Figlio di Dio per ciò che è povero, debole, fragile.

È l’accoglienza in Dio di tutto ciò che in questa umanità soffre l’ingiustizia e il dolore. Gesù morto e Risorto è il Signore della storia e del creato.

Questa croce parla dell’uomo, delle ingiustizie della storia, dei dolori nascosti e fatti tacere. Croce incastonata e portata dalla croce stessa di Gesù.
Questa croce parla di te, di quello che sei, perché anche tu sei accolto in questo mistero della Pasqua, con i tuoi dubbi e paure, angosce e delusioni, speranze e aneliti di vita.