la nostra storia

Dalla riflessione di alcuni amici nasce l’ideale della solidarietà vissuta nel quotidiano. Senza grandi pretese, senza grandi pubblicità, ma con un pensiero chiaro: la solidarietà nasce dalla condivisione, dall’incontro con il povero. Le parole belle del Vangelo per il credente, i grandi temi della solidarietà per tutti chiedono di essere tradotti in azioni, di non restare grandi ideali solo da meditare e guardare.

È nel dicembre 2003 che l’associazione inizia a vivere l’esperienza di contatto e relazione con i senza fissa dimora. La prima uscita risale al 26 dicembre 2003 quando un piccolo gruppo di persone si reca a Mestre per augurare il buon Natale a coloro che vivono in stazione essendo senza fissa dimora ed offrendo loro una fetta di panettone. Un mese dopo avviene il secondo incontro con gli amici della stazione ed un po’ alla volta l’uscita in stazione assume un carattere sempre più costante e strutturato. Vista la costante presenza sul territorio nel 2005 l’amministrazione del Comune di Venezia invita l’associazione ad entrare, come partner, nel progetto “SenzaDimora” messo in atto dalla “Direzione Politiche Sociali Partecipative e dell’Accoglienza” e finalizzato a creare u na rete territoriale di servizi rivolti alle persone che versano in stato di povertà estrema; l’associazione ha accettato l’invito e ancora oggi i suoi volontari effettuano “lavoro di strada” per le persone senza dimora. Lo scopo fondamentale dell’incontro col povero è riconoscere la dignità della persona al di là della classe sociale, della situazione di vita che si trova a vivere: i generi alimentari e gli abiti che vengono consegnati sono il mezzo di avvicinamento fra noi e loro, questo per darci il modo di presentarci e di instaurare un rapporto di amicizia. A Natale e Pasqua si celebrano delle messe nei luoghi frequentati dalle persone senza dimora alle quali loro partecipano con commozione.

Nel marzo 2004 l’associazione si accosta al dramma della prostituzione coatta, all’incontro con queste donne costrette a prostituirsi, a vendersi, vittime di dramma e violenza. Abbiamo incontrato ragazze italiane, ragazze provenienti da varie nazioni africane in particolar modo dalla Nigeria, dall’Europa dell’ est, trans prevalentemente dell’America latina e alcune realtà omosessuali. L’incontro con le persone che si ritrovano imprigionate in questo dramma scavalca barriere una volta impensabili. Il nostro modo di porci, con la nostra semplicità e la nostra allegria, pone le ragazze a loro agio instaurando quel rapporto che fin dall’inizio ci eravamo prefissati. L’incontro è molto semplice, portiamo qualcosa di caldo da bere, qualche biscotto, parliamo di qualsiasi cosa che rientra nella quotidianità e consegniamo a loro il nostro biglietto dell’associazione con il numero di telefono nel caso avessero bisogno. Quando viene richiesto un aiuto per uscire dal mondo di schiavitù in cui si trovano, l’associazione si attiva per aiutarle a realizzare questo desiderio.
Nel corso degli anni questa attività ha subito alcuni periodi di rallentamento se non adirittura di frenata, periodi forse necessari per poter ripensare riprogettare modalità e stili dell’incontrare.  Attualmente si sta vivendo uno di questi momenti.

Alla fine del 2006 l’associazione inizia la pubblicazione della rivista “CERCHIAMOCI“, trimestrale ad abbonamento con rubriche di cultura e testimonianza, portando in luce ricchezza e valori dei paesi poveri e altro. La strada della cultura, del dialogo, del valorizzare le diversità degli usi e dei costumi è un modo che crediamo importante perché la solidarietà diventi anche scelta di “mente”, di cultura.
Purtroppo questa attività alla fine del 2013, a causa della mancanza di persone attive nel progetto, la pubblicazione viene sospesa.

L’associazione pone un segno di attenzione alle povertà nel mondo, con l’ambito internazionale. Finora sono stati realizzati progetti solo in Africa: SUDAN, dove, “partiti” per costruire una scuola ed un centro di accoglienza, su richiesta della diocesi di Kartoum ed in stretta collaborazione con i missionari comboniani presenti in loco è stata finanziata la ricostruzione di un asilo distrutto da un fortunale; ANGOLA, insieme ai frati capuccini e a un ordine di suore africane, si è contribuito per nove anni al finanziamento della gestione di una mensa per i poveri a Huambo; in KENYA, su richiesta delle suore dell’ordine delle Piccole figlie di S.Giuseppe  si è finanziata la costruzione di un’ala del dispensario medico della loro missione di Ndithini, realizzando un settore destinato al ricovero dei pazienti affetti da patologie infettive (tbc, hiv, ecc), successivamente abbiamo finanziato l’acquisto di una mucca da latte per l’orfanotrofio della stessa missione. Sempre in Kenya, nella baraccopoli di Mukuru, a Nairobi, si è contribuito alle spese di gestione della mensa della casa di accoglienza diurna per disabili.

L’associazione “IL CERCHIO DELLA VITA” viene iscritta al registro delle associazioni della Regione Veneto in data 16 marzo 2005 con numero PD 0676 e nel registro della Provincia di Padova con numero 67/A.
Nel corso del 2017 la sede legale viene spostata a Fossò (provincia di Venezia) e pertanto il codice di registrazione nell’albo della Regione Veneto viene aggiornato a VE 0404 mentre il Codice Fiscale (da utilizzare per l’assegnazione del 5×1000) rimane invariato.

Tutti i nostri soci sono volontari e prestano il loro servizio in modo totalmente gratuito. Quanto raccolto nelle donazioni, negli incontri viene totalmente destinato ai progetti in atto.