con le persone senza dimora

NSPGli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!».
Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!».
(Gv 13,8-9)

Anche noi un po’ come Pietro vorremmo forzare il Signore ad andare in alto nelle parti più nobili del corpo: il capo, le mani, ciò che di noi e del nostro mondo appare ed è visibile. Ci verrebbe da dire che l’importante è mostrare comunque che le cose pubblicamente sono pulite e a posto.
Invece Gesù ci riporta giù, parte dai piedi, da ciò che sta in basso, tocca il fondo ed è sporco, perché dai piedi si inizia a guardare in alto e dare una dignità nuova al tutto, un valore più giusto ed equilibrato.
Ciò che sta in basso è oggetto di cura, diventa SEGNO per tutta la persona.
Così si può partire da ciò che è considerato in basso, nel fondo della società, da ciò che è considerato sporco per dare dignità a tutto. Si può partire da lì per imparare a riconoscere il valore e la dignità di tutto l’essere umano e di tutti gli esseri umani, per servire e amare. Si può partire da ciò che tocca sempre la terra, da chi è abituato a starci per terra, perché non riesce o non vuole rialzarsi.
I senza dimora, considerati il fondo della nostra società, la parte meno pulita e un po’ vergognosa, sono i “piedi” a cui il Signore ci chiama e da cui partire.